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Visualizza la mappa della spiaggia la Pòglina [link esterno] su Google Map.

Vedi un breve video su Torre del Porticciolo ospitato su Vimeo:

«A ovest dell'ultimo altipiano, quello da cui parte la Scala piccada, sulla costa si vede una torre abbandonata detta "di Poglina", e non lontano da lì c'è un'ansa presso la quale sorge la chiesa rurale della Speranza. La piccola ansa è precisamente il luogo d'approdo dei pirati barbareschi che nel 1582 sorpresero il villaggio di Villanova e che furono sbaragliati vicino alla chiesa da Pietro di Boyl. Sempre in questa zona un certo signor Terraneo di Alghero una ventina o trentina d'anni fa raccolse dei campioni di una concrezione di calcedonio bluastro a forma di stalattite e stalagmite, di grande bellezza; è lui che ha fornito i magnifici frammenti che si ammirano nei musei di Cagliari e di Torino e quelli spediti ad analoghi Istituti all'estero. Alla sua morte, egli ha portato nella tomba il segreto che manteneva attorno al luogo preciso in cui trovava quelle belle concrezioni silicee. Peraltro, in questa località è possibile trovare altre concrezioni della stessa natura senza che però abbiano la magnificenza di quelle raccolte dal signor Terraneo.»

Alberto Ferrero Della Marmora, Itinerario dell'isola di Sardegna, vol. 2, Torino, 1860

La spiaggia di Pòglina, o La Speranza, è l'ultima spiaggia a sud di Alghero, prima del lungo tratto di costa alta e rocciosa tra Alghero e Bosa. La spiaggia in verità è in territorio di Villanova Monteleone, situata nell'altipiano all'interno, ma è sicuramente meglio collegata con Alghero.

Si tratta di una spiaggia di circa quatrocento metri di sabbia fina. Il mare è poco profondo, adatto ai bambini (la spiaggia è infatti frequentata soprattutto da famiglie con prole).

Sono presenti chioschi, ristoranti e servizi in spiaggia (ombrelloni, pedalò, ecc.).

Alcune immagini presenti in Sardegna Digital Library [link esterno].

    

    

La spiaggia delle spie.

«Nell'Estate 1971... fui inviato alle scuole C.E.M.M. della Maddalena, in Sardegna, dove iniziai il corso da Motorista e Macchinista Navale. (...) Durante quel Corso, periodicamente, venivo condotto in un campo Militare sui monti intorno alla base di Poglina, vicino ad Alghero. Iniziava così un corso di addestramento parallelo ed una doppia identità anche all'interno delle forze Armate Italiane. Insieme ad altri miei coetanei frequentavo corsi di perfezionamento alle tecniche di guerriglia e sabotaggio in azioni da commandos, ipoteticamente, condotte dietro le linee nemiche. La parte più dura, ma anche quella che veniva definita "fondamentale" al superamento delle varie fasi del corso, consisteva nell'essere lasciati nel territorio montuoso tutt'intorno al campo con l'unico possesso di un "Gladio", così veniva chiamata la baionetta, più lunga e robusta di quelle in dotazione alle forze Armate Italiane. Ci venivano date 24 ore di vantaggio, dopo di che venivamo cercati dai gruppi cinofili ed elicotteristi che, "contemporaneamente", ignari, svolgevano addestramenti ed operazioni Anti-sequestri. Non dovevamo essere ritrovati e/o segnalati, né chiedere aiuto ... acqua e viveri ad alcuno, né rientrare al campo prima che fossero trascorsi dieci giorni. Dovevamo temprare il corpo alla resistenza e ci immergevamo d'inverno nelle acque del mare sotto le scogliere. L'unico sistema concesso per non gelare era la lotta tra noi ... e lottavamo per ore, anche dimostrando la nostra abilità nel riuscire ad impedire che le onde, sempre molto forti in quelle scogliere, ci sfracellassero sugli scogli. Non superare queste prove significava essere considerati "non idonei" e rientrare nei rispettivi reparti. »

Antonino Arconte, The Real Story of Gladio, www.g71.altervista.org/real.htm [link esterno]

Stranamente il toponimo "pòglina" non è riferito alla spiaggia che attualmente è identificata con tale nome, ma dà il nome a una vecchia torre spagnola (in verità ormai un rudere), a uno scoglio poco distante dalla punta che la ospita e a un torrente stagionale poche centinaia di metri più a nord. L'area, dagli anni Sessanta del secolo scorso, è demanio militare. Lì è situato il Centro Addestramento Guastatori (i Guastatori, detto in parole semplici, sarebbero le spie). Negli anni Novanta tale centro è uscito dall'anonimato a causa della vicenda Gladio, una struttura spionistica anticomunista che operava in Italia ma non era completamente sotto il controllo delle autorità italiane.

Se vuoi approfondire questo aspetto ci sono in rete una serie di siti che possono aiutarti. Puoi partire da una semplice, breve ma esauriente pagina di wikipedia sul Centro [link esterno] presente poco a nord della spiaggia della Pòglina. Su Gladio, l'organizzazione, i suoi compiti e i suoi obiettivi puoi consultare una pagina ospitata nel sito colmoschin.it [link esterno] (sono presenti anche i link a un video sulla storia di Gladio), oppure puoi leggere la storia dell'organizzazione [link esterno] pubblicata in rete da una ex-spia che in Gladio ha operato e nel centro di Pòglina si è addestrato.

Alcune foto sulla spiaggia de La Pòglina ospitate su Panoramio [link esterno]

    

    

Un disegno a matita della spiaggia di la Pòglina di Vinicio Bonometto pubblicati nel bel sito Urban Sketchers Sardinia

Il brano musicale della colonna sonora del video:

La colonna sonora del video è il frutto di una leggera manipolazione del brano intitolato Intro [link esterno], degli Òperentia [link esterno], tratto dall'album MR. HAT [link esterno].

Alghero:

Torre del Porticciolo

Mugoni

Le Bombarde

La Pòglina

Il sito Spiagge di Sardegna curato da Sandro Arcais (mail: sandroarcais@spiaggedisardegna.it)

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